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Alessandra PILLONI, Daniela DI BARTOLO
L’Artivismo è una forma di resistenza alle brutture del mondo. Contrappone volutamente atti artistici all’orribile orrore. Da mescolare e alternare ovviamente e liberamente con l’attivismo più classico in un tessuto a rete in cui imbrigliare lo sporco e buttarlo via. Da non confondere invece con l’arrivismo che è tutt’altra cosa. Atti di ostentata bellezza in risposta alla bruttezza. Un contrattacco di colori che diano respiro in una dimensione fagocitante di pesantezza che spegne. Non è disimpegno è strategia. Non si può lottare se manca l’aria, se l’anima muore, se tutto stanca.   Alessandra Pilloni vive a Cagliari di cui ama il mare, il sole e il vento. È archeologa e si occupa di ricerche nell’ambito della storia femminile, dell’antropologia e della mitologia. Lavora come guida in un parco archeologico ed è attivista per i diritti delle donne e dell’ambiente. Scrive per varie pagine social su queste tematiche e ha vinto diversi concorsi letterari di racconti e poesie (Festival internazionale “Lei” sezione racconti, concorso letterario nazionale Friday for Future Massa sezione poesie, contest “Memoras” Sardinia Digital Library). Ha pubblicato in autoproduzione “Echi dalle Ceneri” insieme a Simona Cordara e “Microcosmi” con Multimage edizioni. Daniela Di Bartolo, dopo aver vissuto un ventennio nel nord Europa, vive da dieci anni in Abruzzo. Ricercatrice indipendente iero- ed etnobotanica, operatrice reiki, artista e donna delle erbe si impegna da tempo per Madre Terra. Dal 2009 si occupa di piante spontanee autoctone e diventa raccoglitrice divulgando in tutta Italia le sue conoscenze. Tra il 2018 ed il 2019 espone in tre mostre personali in Abruzzo le sue opere -installazioni di riciclo e immagini- e la sua filosofia. Nel 2020 fonda Officine Sperimentali – una scuola dall’antico significato basata su una rete di donne solidali. Ha pubblicato due libri con ESTER edizioni (“Hai mai annusato un fiore di Lunaria”, 2021 e “Res Naturae”, 2022). Nel 2024 conclude un percorso di Esperta in Fitoterapia.
Francesca FALLARINO
I versi di Francesca Fallarino sembrano appunti lacunosi di una diaspora da se stessi, brandelli di spazio convertito in tempo, trasformato in voci e parole sussurrate all’Infinito in un disagio ramingo che sa di poesia.
Angelo A. IZZO

La Morbosità degli Spettri è un viaggio estremo e visionario, un’opera che attraversa senza filtri i territori dell’erotismo e della politica, dei corpi in decomposizione e degli spettri che abitano la memoria.

Angelo Izzo abbatte ogni barriera di pudore e convenzione, intrecciando filosofia e pornografia, amore e guerra, sacro e profano, in una lingua viscerale che trasforma lo scandalo in atto poetico e la crudeltà in rivelazione. Qui il corpo diventa campo di battaglia e reliquia, il piacere si salda al lutto, l’osceno si fa strumento di denuncia sociale.

È un requiem feroce per un mondo alla deriva, dove Marx può dialogare con Darwin, il Papa inciampare nei vicoli della carne, Cristo rinascere nei campi profughi di Gaza, e l’amo-re sopravvivere soltanto come fanta-sma tra le macerie del presente.

Izzo costruisce un teatro di immagini potenti e disturbanti, in cui l’intimità diventa terreno politico e la violenza si rivela specchio di un’epoca che ha perso il contatto con la propria umanità. La sua scrittura, crudele e lucida, non concede tregua: è un’esperienza sensoriale e intellettuale che costringe il lettore a guardare dove di solito si distoglie lo sguardo.

Paolo BATTISTA

Questo libro è per certi versi un diario e per certi versi il ritratto della casa del poeta, del suo mondo intimo, della sua resa, che è allo stesso tempo una resistenza messa in atto mediante la parola: in Paolo Battista è sempre una parola che vuole destituire il significante, tradirlo, stramazzarlo al suolo.

È la voce di un’avanguardia ma anche di un’antiavanguardia, dove nulla è lasciato al caso; l’egemonia del significante è sconfitta, la forma è trafitta nel puro spirito punk dell’opera.

dalla prefazione di Ilaria Palomba

Fran Allen ZIMMERMAN, Vik PALMIERI
Dal Mare al Carcere è un viaggio poetico che attraversa il buio delle prigioni, il silenzio dei sommersi e le voci spezzate di chi lotta per non essere dimenticato. Con una narrazione intensa e potente, il libro unisce testi poetici, cronache visionarie e dichiarazioni di ribellione, intrecciando temi come l’ingiustizia sociale, la resistenza, e i diritti umani. Attraverso le parole di autori come Vik Palmieri e Fran Allen Zimmerman, ogni pagina diventa un grido contro l’oppressione, un invito alla riflessione e un atto di resistenza poetica. Dai muri del 41-bis al Mediterraneo che inghiotte vite, dai campi di battaglia dei diritti umani alle sbarre delle carceri, questa raccolta trasforma il dolore in una scintilla di lotta e di speranza. Un libro dedicato a chi crede nella poesia come strumento di cambiamento e denuncia sociale, capace di dar voce a chi è stato messo a tacere. Dall’Introduzione: Dal Mare al Carcere è un viaggio poetico che attraversa il buio delle prigioni, il silenzio dei sommersi e le voci spezzate di chi lotta per non essere dimenticato. Con una narrazione intensa e potente, il libro unisce testi poetici, cronache visionarie e dichiarazioni di ribellione, intrecciando temi come l’ingiustizia sociale, la resistenza, e i diritti umani. Fran Allen Zimmerman. Poeta di strada. Autrice de “Il Disdegno”, progetto poetico-sociale di strada e organizzatrice eventi sulla disobbedienza poetica e sul Body Manifest (Bombardamento Poetico per la rivoluzione di genere). Autrice della raccolta di poesie “Urlo – Poesie Contro” (Introterra Edizioni) Vik Palmieri. Nato a Napoli nel 1989. Poeta, fotografo. Fin da giovane esploro il profondo disagio interiore attraverso la parola scritta. Genitore 2 del progetto poetico “Il Disdegno” Autore, con il nome anagrafico di Vittorio Palmieri, delle raccolte di poesie: Schizzi, Visioni e Poetiche Allucinazione; Cinque Poesie Inutili; Euterpe; Dal Mare al Carcere  
Vik PALMIERI
Mi sono ritrovato a trattenere il respiro, senza nemmeno rendermene conto, affondando sempre più in una vita che non mi apparteneva, una vita fatta di schemi e silenzi.Poi, è successo qualcosa. Un impulso, un bisogno primordiale di risalire in superficie, di ritrovare quel respiro che avevo smarrito. Vik Palmieri. Nato a Napoli nel 1989. Poeta, fotografo. Fin da giovane esploro il profondo disagio interiore attraverso la parola scritta. Genitore 2 del progetto poetico “Il Disdegno” Autore, con il nome anagrafico di Vittorio Palmieri, delle raccolte di poesie: Schizzi, Visioni e Poetiche Allucinazione; Cinque Poesie Inutili; Euterpe; Dal Mare al Carcere
Paolo BATTISTA
Questo libro ci dice che in un certo senso siamo tutti malati, non meno di chi si abbandona al whisky, alla birra, ad una canna o ad altro. Siamo malati della vita malata che svolgiamo ogni giorno. Nel buio il poeta ha tuttavia le sue “scintille”, alcune davvero straordinarie. Ho riletto più volte “Devo farci i conti con me stesso”, “Sotto il cielo malato delle dieciecinquantadue”, “La fine del giorno”,  “Aprilecoviddiciannove”,  “Libertà” e “Testamento”. Il libro, tuttavia, non va letto come una biografia. Sarebbe l’errore più grave. Qui non si parla di una vita, non è la vita di un uomo, semplicemente, è metafora dell’umanità, è metafora di questi miliardi di esseri umani, che storditi di qualcosa corrono verso il vuoto. Solo se prendiamo coscienza di questo, potremmo leggere l’autentica poesia di queste pagine. Dalla prefazione di Paolo Saggese
La nuova raccolta del poeta avellinese dopo 5 anni di pausa: «In un mondo sempre meno empatico, l’urgenza è stimolare le persone all’umanità e alla bellezza. Scrivo della mia intimità ma tocco temi universali». – OrticaLab.it
Paolo Battista, artista poliedrico, si dedica presto alla musica e alla poesia. Di origini irpine, frequenta il Conservatorio senza diplomarsi e si laurea in Lettere alla Sapienza di Roma dove fonda Pastiche Rivista, un mensile underground che dà voce a una generazione di scrittori incompresi e combattivi. Scrive racconti sul mensile musicale Just Kids, cura una collana di ebook per il Menocchio Editore e pubblica vari libri di poesie. Le sue ultime sillogi sono Frittura di cervello ( Ensemble Edizioni, 2019 ) e La scintilla ( Introterra Edizioni, 2024 ). Il suo ultimo romanzo è Siamo tutti figli di Caino ( Alter Ego edizioni,
Mary COTUGNO

Mi sono vestita di fuoco” è una silloge screziata di elementi molteplici, presentati al lettore nel «dolce conforto della pacifica convivenza/ tra il bianco e il nero/ tra cielo e terra» (Armonia degli opposti).

Questo intento investe il linguaggio utilizzato, moderno con lampi di antico, sospeso tra due dimensioni.

Dai versi emerge un autoritratto femminile, anch’esso dicotomico, che fa del desiderio il suo motore primo: nella tensione dell’io lirico vi è, in nuce, l’anelito simultaneo alla congiunzione e alla distruzione. 

Dalla prefazione di Maria Pia Dell’Omo
Enzo PALMIERI

Questo libro è un viaggio attraverso le emozioni più profonde dell’animo umano, esplorate con sincerità e intensità. Amore e morte, spesso visti come opposti, si fondono in un’unica esperienza esistenziale, dove l’uno non può esistere senza l’altro.

La bellezza di queste poesie risiede nella loro capacità di toccare corde emotive universali, parlando direttamente al cuore del lettore e invitandolo a riflettere sulle proprie esperienze di amore, perdita e ricerca di significato.

Monica ATTANASIO
Dalla Prefazione ad “Invisibili” di Monica Attanasio: «Ho iniziato a scrivere in quarta elementare, sfogando le violenze subite in famiglia con la poesia (…) utilizzo la poesia per prendere una distanza emotiva dalle situazioni in cui sono coinvolta. È uno spazio di solitudine per la riflessione e la formazione del mio metapensiero per la comprensione di realtà che non riesco a capire razionalmente, permettendomi di fare ordine mentale. È il modo attivo ed intimo in cui il mio corpo agisce d’istinto».  
Athena MARYAM FEDELE; Livia MESSINA
«In principio fu la musica, nata libera. Libera di esprimere, come scrive Kan-dinskij, la vita psichica dell’artista e «creare la vita dei suoni», senza il peso di rappresentare con il suo linguaggio il “suono delle cose” e della realtà. E’ così che l’arte visiva d’inizio Novecento, se-guendo l’esempio della musica alla ri-cerca di tonalità cromatiche e ritmi pit-torici, trova la via per una pittura as-tratta, libera dal naturalismo. Meno li-neare la strada della poesia, arte del tempo e del ritmo anch’essa, che però resta grossomodo incatenata al vincolo ostinato che lega significante e significa-to come un’inseparabile coppia di a-manti stanchi, destinati a infierire l’uno sull’altro. Finché, negli anni Sessanta del secolo scorso, salta fuori la Metaseman-tica, e anche la poesia approda ufficial-mente all’astrazione. (…) ne “La sma-nia dell’Alicantro”, lavoro in cui la poesia metasemantica di Athena Mary-am interagisce con la pittura astratta di Livia Messina, che si è confrontata a sua volta con il linguaggio metasemantico con due componimenti incentrati sulla sua personale esperienza pittorica. Una pittura che non svolge, ovviamente, un ruolo illustrativo ma dialogico». – dalla prefazione di Alessandro Paolo Lombardo Uscita prevista settembre 2025
Sara CELLA
Uscita prevista settembre 2025
Angelo A. IZZO
Uscita prevista per settembre 2025

Introterra Edizioni, fondata nel 2021, è una casa editrice indipendente specializzata nella poesia. Si dedica prevalentemente alla pubblicazione di opere poetiche, ritenendo che il linguaggio della poesia rappresenti il mezzo letterario più efficace per denunciare il disagio sociale e promuovere la bellezza come strumento di resistenza e trasformazione.

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