La Morbosità degli Spettri è un viaggio estremo e visionario, un’opera che attraversa senza filtri i territori dell’erotismo e della politica, dei corpi in decomposizione e degli spettri che abitano la memoria.
Angelo Izzo abbatte ogni barriera di pudore e convenzione, intrecciando filosofia e pornografia, amore e guerra, sacro e profano, in una lingua viscerale che trasforma lo scandalo in atto poetico e la crudeltà in rivelazione. Qui il corpo diventa campo di battaglia e reliquia, il piacere si salda al lutto, l’osceno si fa strumento di denuncia sociale.
È un requiem feroce per un mondo alla deriva, dove Marx può dialogare con Darwin, il Papa inciampare nei vicoli della carne, Cristo rinascere nei campi profughi di Gaza, e l’amo-re sopravvivere soltanto come fanta-sma tra le macerie del presente.
Izzo costruisce un teatro di immagini potenti e disturbanti, in cui l’intimità diventa terreno politico e la violenza si rivela specchio di un’epoca che ha perso il contatto con la propria umanità. La sua scrittura, crudele e lucida, non concede tregua: è un’esperienza sensoriale e intellettuale che costringe il lettore a guardare dove di solito si distoglie lo sguardo.
Questo libro è per certi versi un diario e per certi versi il ritratto della casa del poeta, del suo mondo intimo, della sua resa, che è allo stesso tempo una resistenza messa in atto mediante la parola: in Paolo Battista è sempre una parola che vuole destituire il significante, tradirlo, stramazzarlo al suolo.
È la voce di un’avanguardia ma anche di un’antiavanguardia, dove nulla è lasciato al caso; l’egemonia del significante è sconfitta, la forma è trafitta nel puro spirito punk dell’opera.
dalla prefazione di Ilaria Palomba
La nuova raccolta del poeta avellinese dopo 5 anni di pausa: «In un mondo sempre meno empatico, l’urgenza è stimolare le persone all’umanità e alla bellezza. Scrivo della mia intimità ma tocco temi universali». – OrticaLab.itPaolo Battista, artista poliedrico, si dedica presto alla musica e alla poesia. Di origini irpine, frequenta il Conservatorio senza diplomarsi e si laurea in Lettere alla Sapienza di Roma dove fonda Pastiche Rivista, un mensile underground che dà voce a una generazione di scrittori incompresi e combattivi. Scrive racconti sul mensile musicale Just Kids, cura una collana di ebook per il Menocchio Editore e pubblica vari libri di poesie. Le sue ultime sillogi sono Frittura di cervello ( Ensemble Edizioni, 2019 ) e La scintilla ( Introterra Edizioni, 2024 ). Il suo ultimo romanzo è Siamo tutti figli di Caino ( Alter Ego edizioni,
“Mi sono vestita di fuoco” è una silloge screziata di elementi molteplici, presentati al lettore nel «dolce conforto della pacifica convivenza/ tra il bianco e il nero/ tra cielo e terra» (Armonia degli opposti).
Questo intento investe il linguaggio utilizzato, moderno con lampi di antico, sospeso tra due dimensioni.
Dai versi emerge un autoritratto femminile, anch’esso dicotomico, che fa del desiderio il suo motore primo: nella tensione dell’io lirico vi è, in nuce, l’anelito simultaneo alla congiunzione e alla distruzione.
Dalla prefazione di Maria Pia Dell’OmoQuesto libro è un viaggio attraverso le emozioni più profonde dell’animo umano, esplorate con sincerità e intensità. Amore e morte, spesso visti come opposti, si fondono in un’unica esperienza esistenziale, dove l’uno non può esistere senza l’altro.
La bellezza di queste poesie risiede nella loro capacità di toccare corde emotive universali, parlando direttamente al cuore del lettore e invitandolo a riflettere sulle proprie esperienze di amore, perdita e ricerca di significato.
“Foglie tra i palazzi” è un libro che sceglie la lentezza come gesto radicale. Tra cemento, rumore e disincanto, la poesia e l’acquerello diventano strumenti di resistenza gentile: non fuggono il presente, lo attraversano. I testi e le immagini di Biagio Accardi cercano l’essenziale, abitano il quotidiano, interrogano il rapporto tra umano e natura, tra corpo e spirito, senza nostalgia e senza innocenza. Qui la bellezza non consola: rigenera. È una pratica di attenzione, un modo di restare, di prendere posizione nel mondo con fragilità e cura.
dalla prefazione di Giordano Ruini «La poetica di Biagio Accardi partecipa alla sofferenza dell’umano, mostra il paradosso e l’assurdità dei meccanismi artificiali della società post-industriale che imprigiona in vite frenetiche e senza senso, non tace dell’arroganza e della pochezza degli uomini invischiati in piccole gabbie che essi stessi si creano».Collana: Ekphrasis Formato 17X21 Pagine 100 ISBN: 979-12-985412-6-9 L’Autore Biagio Accardi, performer, suonatore, viaggiatore e autore di canzoni. Studioso della società tradizionale e moderna dei luoghi in cui vive e promotore di eventi artistico-culturali votati a valorizzare il Sud. Autore del libro “Viaggiolento nel Pollino, in cammino con il cantastorie” ispirato all’omonima performance: una passeggiata artistica svolta rigorosamente a piedi e in compagnia della sua asina Cometina. Ha realizzato spettacoli teatrali sulla figura del cantastorie e pubblicato tre produzioni discografiche, dalle quali trae ispirazione per le sue esibizioni. Negli ultimi anni è impegnato nel comprendere il potere “terapeutico” della musica. Acquistabile in prevendita Uscita prevista 02 giugno 2026
Introterra Edizioni, fondata nel 2021, è una casa editrice indipendente specializzata nella poesia. Si dedica prevalentemente alla pubblicazione di opere poetiche, ritenendo che il linguaggio della poesia rappresenti il mezzo letterario più efficace per denunciare il disagio sociale e promuovere la bellezza come strumento di resistenza e trasformazione.
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