Sara CELLA

«Troppo vicino, troppo lontano» – narrazioni sulla prigionia dello stereotipo coloniale

Tra la soffitta di Thornfield Hall e il giardino fortificato di una casa sudafricana si dispiega una stessa logica: lo stereotipo coloniale non descrive l’Altro, lo produce, lo immobilizza e, nel farlo, imprigiona anche chi lo esercita. Attraverso una lettura comparativa di Wide Sargasso Sea di Jean Rhys e Once Upon a Time di Nadine Gordimer, e nel dialogo con Said, Bhabha, Fanon e Memmi l’analisi segue lo stereotipo nel suo triplice movimento: come filtro percettivo che precede l’incontro con l’alterità, come meccanismo di espropriazione dell’identità del soggetto colonizzato e come dispositivo che deforma e restringe progressivamente la soggettività stessa del colonizzatore. Ciò che ne emerge è una conclusione radicale: non esiste dominio che cancelli l’Altro senza corrompere chi lo esercita.

Sara Cella è nata a Benevento nel 1995 e da allora non ha ancora trovato un buon motivo per andarsene del tutto. Ha studiato Lingue e letterature moderne euro-americane tra Napoli e Pisa, investendo anni di studio per scoprire che la verità stava nei romanzi tutto il tempo. Oggi insegna spagnolo a bambini che, con ogni probabilità, preferirebbero giocare, e co-gestisce il circolo Arci “Abasoirè” di Benevento, nella convinzione che la cultura sia una faccenda collettiva. Continua a leggere come se potesse cambiare qualcosa. Non sa se questa biografia la renderà più credibile.

Collana: Marginalìa

Pagine: 80

Formato: 12×19

Pubblicazione:

ISBN: 979-12-985412-8-3

Uscita prevista 30 settembre 2026

13,00